Accesso agli Anticipi Pensionistici

Ormai ci siamo: l’anticipo pensionistico Ape partirà il 1° maggio 2017, il decreto del Presidente del Consiglio è stato chiuso e dovrà essere trasmesso nei prossimi giorni al Consiglio di Stato. Quasi pronta anche l’intesa con i rappresentanti delle banche (Abi) e degli istituti assicurativi (Ania) per la determinazione delle rate da pagare una volta raggiunta la pensione.

Quali sono i requisiti per l’Ape volontaria?

Ricordiamo che potranno beneficiare dell’Ape volontaria i lavoratori dipendenti e autonomi che possiedono almeno 20 anni di contributi.
Nello specifico, i lavoratori potranno accedere alla pensione anticipata a 63 anni (e quindi fino a 3 anni e 7 mesi prima della normale pensione di vecchiaia) tramite un anticipo che verrà concesso da banche e istituti di credito. I lavoratori saranno poi tenuti a restituire a rate, nell’arco di 20 anni, la somma così anticipata. La restituzione avverrà sotto la forma di trattenute mensili sull’assegno pensionistico. Passati i venti anni, l’assegno tornerà a essere percepito nella sua interezza.
Chi vorrà usufruire dell’Ape, è bene notare, dovrà godere di una futura pensione pari ad almeno 1,4 volte il trattamento minimo Inps. Al di sotto di tale soglia, a causa del forte rischio di sovraindebitamento, il beneficio non potrà essere concesso.

I decreti attuativi di Ape sociale e Quota 41
Dovranno essere pronti nei prossimi giorni, come accennato in apertura, anche i decreti attuativi dell’Ape sociale e della nuova Quota 41 per i lavoratori precoci. Secondo quanto dichiarato più volte dal Governo, infatti, anche queste due tipologie di pensione anticipata entreranno in vigore il prossimo 1° maggio.
Ma di cosa si tratta? L’Ape sociale è una misura che permetterà ai lavoratori in condizioni di difficoltà di andare in pensione a 63 anni senza dover ricorrere a prestiti bancari, e quindi senza dover restituire alcuna rata. Le categorie di lavoratori che potranno accedere alla misura sono quattro: I disoccupati che non percepiscono prestazioni per la disoccupazione da 3 mesi, i lavoratori che assistono da almeno 6 mesi un parente convivente con handicap grave, gli invalidi civili con invalidità uguale o superiore al 74% e i lavoratori dipendenti che svolgono mansioni gravose da almeno 6 anni.
La nuova quota 41 per il 2017, invece, permetterà di andare in pensione con 41 anni di contribuzione, a prescindere dall’età anagrafica. La misura sarà riservata ai lavoratori che, oltre a versare in condizioni simili a quelle previste per l’assegnazione dell’Ape sociale, abbiano maturato 12 mesi di contributi prima del 19° anno di età (cd. lavoratori “precoci”).

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